Stranger Things 3, il sottosopra al suo terzo atto – RECENSIONE

di Luca Ansevini 0

Stranger Things è ormai una vera e propria serie cult, uno show mastodontico capace di unire tante generazioni a colpi di citazioni della cultura pop anni ’80, una cultura che a distanza di oltre trent’anni non perde il suo fascino e continua a far battere il cuore non solo a chi quegli anni li ha vissuti ma anche a tutti coloro che per questioni anagrafiche si sono messi in pari qualche anno dopo. Dopo due grandiose stagioni era lecito iniziare questa terza stagione con il dubbio di chi ormai, veterano delle serie TV, conosce bene i rischi derivanti dagli eccessivi prolungamenti di un franchise.

Anche in questo terzo atto di Stranger Things i fratelli Duffer non perdono la loro creatività e il loro mordente, dimostrando il loro grandissimo talento con una stagione davvero convincente e sopratutto avvincente, che sicuramente ha già portato gli appassionati (tra i quali il sottoscritto) ad un binge watching selvaggio. Il terzo ritorno ad Hawkins è infatti un continuo crescendo di emozioni grazie ad una storyline divisa in tre differenti filoni narrativi sempre capaci di convergere in maniera convincente ma sopratutto di mostrare i protagonisti della serie da una prospettiva decisamente differente.

In questa terza stagione la minaccia per Hawkins ed i suoi poveri abitanti arriva dalla fredda e gelida Russia. In un 1985 dove imperversa senza tregua la guerra fredda un commando di soldati russi è deciso a riaprire il portale per il mondo del sottosopra sfruttando un nuovo e infernale macchinario, proprio sotto i piedi degli ignari abitanti della cittadina americana. Ben presto però questa volontà dei russi avrà serie ripercussioni richiamando i nostri paladini ad un nuovo immane sforzo per salvare l’umanità dalla minaccia delle creature celate dietro al portale.

Per quanto certamente l’incipit narrativo portante non stravolga gli schemi delle precedenti stagioni questo terzo atto riesce a proporre un plot decisamente convincente e ben al di sopra delle aspettative, concatenando in modo avvincente gli eventi narrati che sono stati suddivisi in maniera impeccabile in tre linee narrative differenti, ma piacevolmente convergenti. Gli 8 episodi di questa terza stagione riescono infatti a tenere sempre alta l’attenzione dello spettatore grazie ad un mix adrenalinico di azione, suspance ma anche tanta comicità grazie ad un’interpretazione del cast di grandissimo livello che conferma ancora una volta la perfetta amalgama di protagonisti creata dalla produzione.

In questa terza stagione i piccoli protagonisti attraversano una fase evolutiva decisamente marcata, fatta di amori e qualche piccola incomprensione che poterà il gruppo a dividersi. Proprio questa evoluzione anagrafica e comportamentale riesce a dare una spinta in più alla narrazione, che ritrova anche nei personaggi meno in prima linea una piacevole sorpresa in termini di personalità.

Come sempre tantissimi i riferimenti alla cultura pop anni ’80 iniziando da Terminator e finendo per altri grandi classici quali Ritorno Al Futuro, La Casa e tanti altri. Ma non sono solo i riferimenti le piccole perle di questa terza stagione bensì l’approccio della produzione, che rende un grande omaggio a queste opere anche con scelte registiche e narrative che hanno fatto la storia di quella gloriosa epoca cinematografica. Stranger Things è insomma come sempre un concentrato di piccole chicche nerd che faranno sicuramente la gioia di tutti gli appassionati di questi grandi classici del cinema. Anche la soundtrack è come sempre ben contestualizzata all’epoca storica grazie a grandi classici come Baba ‘o’ Riley, Material Girl e tantissimi altri brani d’eccezione sino ad arrivare ad uno dei punti più alti di tutte le stagioni grazie ad una commovente ed esilarante rivisitazione di Never Ending Story, con due… interpreti d’eccezione!

Come di consueto il finale di stagione, tra azione e attimi di commozione, lascia aperta più di una strada ad una quarta stagione che, secondo le parole della piccola protagonista Milly Bobbi Brown, arriverà molto presto. Insomma i giochi sono ancora aperti (?) e la grande fantasia dei produttori ha dimostrato ancora una volta di poter realizzare un’opera per grandi e piccini in grado di trasmettere emozioni forti in ogni singolo episodio.

Stranger Thing 3 è insomma una di quelle stagioni che da sola vale probabilmente mesi e mesi di abbonamento a Netflix, un’emozione finita purtroppo presto ma che ci lascia la consapevolezza di un franchise in grande spolvero e che senza strafare può regalare ancora grandissime emozioni.

5.0

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